Clara, Enrico, Fra, Graziano, Mich, Paska, Toffo LIBERITUTTI - STAND UP 4 EXCUEM

Clara, Enrico, Fra, Graziano, Mich, Paska, Toffo LIBERITUTTI - STAND UP 4 EXCUEM

STAND UP 4 EX CUEM - CALL TO ACTION - ROMA


Il nuovo rettore dell’Università statale di Milano Gianluca Vago, che ha fatto intervenire polizia e carabinieri per disperdere gli studenti in agitazione dopo lo sgombero della libreria autogestita ex-Cuem, ha rivendicato con queste parole la sua decisione: “Essendo venute meno le condizioni di sicurezza, in quanto il pomeriggio di lunedì 6 maggio gli studenti hanno creato una sorta di barricata nel cortile centrale dell’Ateneo, mi sono visto costretto a richiedere al Questore di Milano l’intervento delle forze dell’ordine per il ripristino della legalità nell’ambito dell’Ateneo. Mi assumo l’intera responsabilità di una scelta difficile, presa a salvaguardia dei diritti degli  studenti e dell’intera comunità universitaria, oltre che a tutela della dignità dell’Istituzione pubblica. L’epilogo è stato solo la conseguenza di una escalation crescente di gesti irresponsabili ed atti di prevaricazione da parte di una esigua minoranza aggressiva, rappresentante  solo di se stessa, non tollerabili in democrazia né ora né in futuro.” La scelta repressiva del rettore milanese è il segno evidente di una governance universitaria che si adegua docilmente ai metodi di quella dominante ovunque, in forte difficoltà. 
In quest’epoca di crisi permanente delle democrazie capitaliste, l’università, come tutte le altre istituzioni statuali, si degrada in un coacervo di dispositivi. Nel suo complesso, si potrebbe dire che tutta la pratica riformista contemporanea non fa altro che perseguire uno smantellamento concertato di ogni istituzione in una molteplicità di dispositivi capillari, in una arborescenza di norme relative e cangianti. L’università, insomma, non si presenta più come un’istituzione dotata di un ordine educativo coerente, quel luogo dove vivono il sapere e la sua condivisione, ma bensì come un aggregato di classi, di orari, di materie, di edifici, di programmi, di crediti formativi, che sono altrettanti dispositivi che mirano a neutralizzare i corpi degli studenti. Fino ad arrivare al governo dei tempi e degli spazi da parte della polizia in tenuta antisommossa degli scorsi giorni all’ università statale di Milano. 


Ci sentiamo vicini e complici a chi si oppone all’ università come spazio pubblico occupato dalla merce sapere, non nascondiamo il nostro odio verso il suo “promoter” Vago e i suoi difensori in tenuta antisommossa.


Crediamo che la cosiddetta repressione possa assumere anche tratti grotteschi, come i segni dei buchi lasciati sul pavimento di una libreria per renderla inagibile quando il potere spietatamente si vendica dopo aver fallito i suoi tentativi di burocratizzazione delle lotte.

Nella miseria dell’ università pubblica in dismissione, l’esistenza della libreria autogestita Ex Cuem, in quanto spazio di incontro e socialità non mercificata, di utilizzo e scambio gratuito di libri, sede di dibattiti e seminari, rappresenta una discontinuità intollerabile, che non può che essere normalizzata dalla forza pubblica. A tutti coloro che oggi cercano di farci credere che la «CRISI» sarà superata soltanto se i cittadini saranno disposti ad accettare la politica dei  «sacrifici» che, in sostanza, vuol dire: più lavoro e meno salario, blocco degli scioperi e più disciplina nelle scuole ed università noi continueremo a rispondere, come hanno fatto gli studenti e i non-studenti della ex Cuem, con la pratica dell’autorganizzazione e della riappropriazione. Riscoprire questi gesti e queste pratiche sepolti sotto anni di vita normalizzata è la sola via percorribile che conosciamo per non pagare la crisi. 

alcuni solidali da Roma



Venerdì 10 maggio, call to action! In tutta italia #standup4excuem, contro la violenza poliziesca, per gli spazi di autogestione.Con l’irruzione della polizia, richiesta da rettore e cda per sgomberare la libreria ex cuem autogestita, anche la realtà é entrata nelle mura ovattate dell’università. Una vergogna che crea un precedente inaccettabile per l’ateneo milanese e per gli atenei di tutta italia, ma un episodio perfettamente in linea con i tempi che viviamo: da niscemi alla val susa, da napoli a bologna, da roma a torino a palermo la logica è la stessa. L’austerity dipinge lo stesso scenario, dietro belle parole come democrazia e dialogo, si nasconde un meccanismo volto a tutelare interessi di pochi mafiosi ed equilibri di potere. Quando il velo si squarcia e le contraddizioni si mettono a nudo, rimangono soltanto i manganelli e i dispositivi polizieschi. Ed è cosi che quegli stessi soggetti che hanno sprofondato il presente in una palude di miseria, solitudine e disperazione hanno anche il coraggio di proporre delle soluzioni presentandole come necessarie, scagliando le forze dell ordine su chiunque si organizza senza e contro di loro.Studenti universitari, lavoratori in sciopero, famiglie sfrattate, migranti , popolazioni in lotta e chiunque resiste sono sulla stessa barca della crisi. E sono considerate alla stessa stregua come errori da cancellare.Prendiamo atto di questa evidenza e ci organizziamo di conseguenza. Avere ragione non è sufficiente. Dobbiamo dotarci della forza necessaria per incidere sulla realtà e trasformarla.Facciamo un appello diffuso per fare della giornata del 10 un momento di generalizzazione di lotte e azioni dentro le università e nelle metropoli.AUSTERITÀ E POLIZIA FUORI DALLE NOSTRE VITE#standup4cuem

Venerdì 10 maggio, call to action! 
In tutta italia #standup4excuem, 
contro la violenza poliziesca, per gli spazi di autogestione.

Con l’irruzione della polizia, richiesta da rettore e cda per sgomberare la libreria ex cuem autogestita, anche la realtà é entrata nelle mura ovattate dell’università. Una vergogna che crea un precedente inaccettabile per l’ateneo milanese e per gli atenei di tutta italia, ma un episodio perfettamente in linea con i tempi che viviamo: da niscemi alla val susa, da napoli a bologna, da roma a torino a palermo la logica è la stessa. L’austerity dipinge lo stesso scenario, dietro belle parole come democrazia e dialogo, si nasconde un meccanismo volto a tutelare interessi di pochi mafiosi ed equilibri di potere. Quando il velo si squarcia e le contraddizioni si mettono a nudo, rimangono soltanto i manganelli e i dispositivi polizieschi. Ed è cosi che quegli stessi soggetti che hanno sprofondato il presente in una palude di miseria, solitudine e disperazione hanno anche il coraggio di proporre delle soluzioni presentandole come necessarie, scagliando le forze dell ordine su chiunque si organizza senza e contro di loro.

Studenti universitari, lavoratori in sciopero, famiglie sfrattate, migranti , popolazioni in lotta e chiunque resiste sono sulla stessa barca della crisi. E sono considerate alla stessa stregua come errori da cancellare.

Prendiamo atto di questa evidenza e ci organizziamo di conseguenza. Avere ragione non è sufficiente. Dobbiamo dotarci della forza necessaria per incidere sulla realtà e trasformarla.

Facciamo un appello diffuso per fare della giornata del 10 un momento di generalizzazione di lotte e azioni dentro le università e nelle metropoli.

AUSTERITÀ E POLIZIA FUORI DALLE NOSTRE VITE
#standup4cuem

BYT forma di vita

BYT forma di vita

goodmorningleftside:

Demo in Milano (Italy) to remember Dax, our antifascist comrade fallen ten years ago… Thanks to our french friends from the Feu de Prairie project for their pictures. ;)

You can take a look at their blog here: http://feudeprairie.wordpress.com/

Noi siamo il sangue nuovo nelle arterie della città [MILANO 1989]

A cura del Collettivo Video Leonka sulla resistenza, lo sgombero e la ricostruzione della storica sede del centro sociale occupato Leoncavallo il 16 agosto 1989 a Milano.